Massimiliano Mandarini propone una visione della città come primo grande luogo di condivisione sociale, oggi però sbilanciato verso economia, infrastrutture e burocrazia, a scapito dei bisogni umani primari. Invita a rimettere la persona al centro, con spazi verdi usati anche per lavorare, tecnologie “responsabili”, materiali sostenibili realmente applicabili e un uso dell’AI che supporti, senza sostituire, l’ingegno progettuale umano.
Città, villaggio e rigenerazione green
Per Mandarini il “Sistema Città” ha dimenticato sicurezza, senso di casa e socialità, diventando ipermobile ma “immobile” nello scambio umano. Propone il recupero dei valori dei villaggi a misura d’uomo e del genius loci (piazze come luoghi di scambio, scuola, culto), affiancato oggi da una decarbonizzazione etica: più spazi verdi fruibili, aree pedonali e ciclabili davvero sicure, natura urbana attrezzata con tecnologie leggere (panchine, ricariche, wi‑fi).
Transizione ecologica e nuovi materiali
Le normative spingono alla decarbonizzazione, ma Mandarini mette in guardia da città trasformate in “distese di pannelli” o cappotti brutti: tecnologia sì, ma “basso impatto energetico, alto impatto estetico”. Servono pacchetti progettuali integrati (energia, mobilità, materiali, riduzione plastiche, recupero risorse) e team di ricerca applicata che uniscano imprese, designer, architetti, paesaggisti, medici e artisti per soluzioni belle, funzionali e davvero sostenibili.
Tecnologie, AI e progetto
L’uso ostentato dell’intelligenza artificiale rischia di sostituire il processo creativo umano con risultati formalmente perfetti ma poveri di contenuto. Mandarini denuncia la perdita del “momento romantico” di studio, ricerca e sperimentazione, con opere generate da un “estro digitale” algido: l’AI deve restare ausilio all’intelligenza, non surrogato.
Design e architettura come un unicum
Nella sua pratica non esistono confini rigidi tra design e architettura: segue un approccio art&craft, dove oggetti e edifici si contaminano continuamente. Cita Domus Romana, Casa sulla Cascata di Wright, Mies van der Rohe e il Bauhaus come riferimenti di integrazione tra forma, funzione, arte e spazio abitato, in un circolo creativo continuo fra design, architettura e paesaggio.








