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Equità sociale e progettazione inclusiva: il nuovo approccio del design urbano


Equità sociale e progettazione inclusiva: il nuovo approccio del design urbano

L’importanza dell’equità sociale e della progettazione inclusiva nel nuovo design urbano è determinante per costruire centri sostenibili, giusti e vivibili per tutti: solo così si possono costruire città resilienti, democratiche e adatte a una popolazione sempre più eterogenea. La progettazione urbana non deve essere solo bella o funzionale, ma giusta e umana.


Principi di equità sociale nel design urbano:

  • Accessibilità universale: la progettazione non deve creare percorsi separati o spazi distinti per specifiche esigenze, ma integrare soluzioni valide per tutti, eliminando barriere fisiche, sensoriali e culturali.
  • Inclusione sociale: progettare spazi che favoriscano l’interazione tra persone di diverse culture, età e condizioni sociali, riducendo le disuguaglianze e promuovendo la coesione.
  • Partecipazione e coinvolgimento: coinvolgere le comunità locali e i destinatari finali in tutte le fasi del processo progettuale, ascoltando le loro esigenze e valorizzando le loro esperienze.
  • Distribuzione equa delle risorse: garantire pari accesso a servizi, infrastrutture e opportunità economiche e culturali, indipendentemente dal quartiere o dal gruppo sociale di appartenenza.
  • Sostenibilità e resilienza: integrare criteri ambientali e sociali per creare città che siano non solo inclusive, ma sostenibili e capaci di adattarsi ai vari cambiamenti.

Ecco in che modo questi principi stanno influenzando la progettazione delle città

1. Spazi pubblici accessibili e integrati

  • L’obiettivo è progettare luoghi realmente accessibili a chiunque, senza distinzioni, come parchi gioco senza barriere architettoniche, panchine a forma di U per favorire la socializzazione anche tra persone con disabilità sensoriali, e segnaletica multisensoriale.
  • Esempio: Il parco High Line di New York, nato dalla riqualificazione di una ferrovia abbandonata, è diventato uno spazio di incontro nel cuore della città, un modello emblematico ed eclettico di riconversione urbana.

2. Rigenerazione urbana orientata all’inclusione

  • I progetti di rigenerazione urbana non si limitano alla riqualificazione fisica, ma puntano a costruire comunità forti e inclusive, come dimostrano iniziative nelle favelas brasiliane (Favela-Bairro) e nel quartiere Isola di Milano, esempio virtuoso di gentrificazione urbana.
  • Le strategie di successo includono la progettazione partecipativa e politiche di controllo degli affitti per evitare fenomeni di gentrificazione che potrebbero escludere i residenti più vulnerabili.

3. Eliminazione delle barriere e design universale

  • L’adozione di principi di design universale garantisce che ogni spazio sia utilizzabile da persone con abilità diverse, promuovendo comfort, sicurezza e senso di appartenenza.
  • Soluzioni come rampe, pavimenti tattili, illuminazione adeguata e spazi facilmente leggibili migliorano la fruibilità per tutti

4. Servizi e infrastrutture sociali diffusi

  • L’inserimento di servizi sociali e sanitari all’interno di spazi pubblici accoglienti riduce lo stigma e le barriere psicologiche facilitando l’accesso per le fasce più fragili della popolazione.
  • La “città dei 15 minuti” di Parigi e la pianificazione di quartieri inclusivi a Barcellona sono esempi di come la prossimità ai servizi sia centrale per l’equità urbana.

5. Coinvolgimento diretto delle comunità

  • Il design urbano contemporaneo valorizza il contributo dei residenti, creando spazi che rispondano alle esigenze reali.
  • Anche le pratiche urbane informali, come gli orti comunitari vengono riconosciute come elementi essenziali dell’ecosistema urbano.


Le vie d’acqua urbane balneabili renderanno le città più vivibili

Mentre le città affrontano problemi di sovraffollamento, calore e inquinamento, la bonifica delle vie d’acqua potrebbe offrire un nuovo tipo di spazio pubblico, con benefici sia per la salute mentale che fisica.

I sostenitori di questo progetti chiedono a gran voce l’accesso alle acque balneabili nelle loro città e hanno formato collettivi come la Swimmable Cities Alliance, una rete globale di attivisti per il nuoto urbano. Il suo fondatore, l’architetto paesaggista australiano Matt Sykes, dichiara che l’obiettivo è dimostrare la fattibilità di questa teoria e poi estenderla su larga scala.

“Entro il 2030, vorremmo che 30 città balneabili creassero un precedente e poi sostenessero altre 300 città nell’intraprendere il loro percorso verso la balneabilità. Non si tratta solo di celebrare grandi città come Londra e Parigi, ma anche di dare potere ad altre città”.

Considerando lo stato di molti corsi d’acqua urbani, il nuoto fluviale potrebbe sembrare una fantasia, ma a dimostrazione del contrario, quattro piscine, costruite con un costo di 10 milioni di euro (10,5 milioni di dollari), apriranno sulla Senna a Parigi nel 2025, offrendo armadietti, docce e spogliatoi gratuiti. Sykes cita anche l’ambiziosa Plus Pool di New York East River, un impianto di trattamento delle acque reflue innovativo e balneabile, progettato da Arup. “È nato da un lavoro d’amore di un piccolo gruppo di sognatori. Non esisteva un percorso normativo per realizzarlo, ma ho capito che questo progetto aveva implicazioni più ampie della semplice costruzione di un’infrastruttura”, spiega la fondatrice del progetto, Kara Meyer, che ha lavorato per 14 anni per rendere Plus Pool una realtà. Previsto per l’apertura quest’anno, il progetto ha raccolto 16 milioni di dollari in finanziamenti statali e comunali, apportando un cambiamento positivo alle politiche idriche. Da Rotterdam a Sydney, il cambiamento è in atto e Copenaghen offre un brillante esempio di come trasformare corsi d’acqua precedentemente inquinati e rivitalizzare gli angoli industriali della città. Søren Leth, co-fondatore dello studio di architettura Sleth, autore di importanti progetti di restauro a Nordhavn e Aarhus, afferma: “Non solo l’apertura di bagni nel porto ha rivitalizzato aree della città, ma anche le iscrizioni ai club balneari in tutta la città sono aumentate vertiginosamente, poiché le persone desiderano far parte di una comunità e utilizzare le saune”.
Le infrastrutture blu possono rinfrescare le città e i cittadini e fornire habitat per la fauna selvatica, il tutto riformulando il concetto di spazio pubblico.