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      Eventi, Press

      Intervista a Maria Porro, Presidentedel Salone del Mobile.Milano

      L’Edizione 2022 si presentava come un Salone non facile; in primis per la crisi internazionale in atto dovuta al conflitto bellico in Ucraina. Come hanno risposto le presenze e gli afflussi internazionali quest’anno?

      Con oltre 1.500 espositori, di cui il 27% provenienti dall’estero, a cui si sommavano 600 giovani designer da tutto il mondo, potevamo già dirci soddisfatti perché, in tempi non semplici come questo, raccogliere queste adesioni è stato un grande traguardo, che ha ribadito il ruolo internazionale di Milano già prima che il nastro di partenza venisse tagliato. Sono arrivati, poi, i dati sull’affluenza dei visitatori: le presenze registrate sono state 262.608, in sei giorni, da 173 Paesi. Il 61% di buyer e operatori di settore proveniva dall’estero. Oltre 3.500 i giornalisti, italiani e internazionali, accreditati. Un risultato che ha superato le nostre aspettative ma per il quale abbiamo lavorato tanto e che dimostra la grande coesione della comunità del design. Il Salone ha lavorato sulla qualità, ha cercato la strada verso nuovi mercati e con il digitale ha mantenuto saldo il rapporto con chi non ha potuto esserci.

      Secondo la Sua visione le imprese e i Marchi presenti al Salone hanno affrontato questo periodo di incertezza con sufficiente coraggio e impegno?

      In questi ultimi tre anni, le imprese hanno lavorato con energia e inventiva per migliorare i processi interni, finalizzare nuovi prodotti, portare avanti progetti innovativi e sostenibili, aprirsi nuove strade e nuovi mercati. Hanno immaginato nuovi linguaggi e nuove strategie creative per trasformare un momento difficile in un’opportunità. Sono imprenditori molto proattivi, quelli del settore del legno-arredo, che non si sono mai risparmiati e hanno sfruttato questo momento lavorando in modo differente, per esempio concentrandosi sul digitale per comunicare con l’altra parte del mondo con cui, fino a qualche mese fa, è mancato il contatto in presenza, ma mai il dialogo. È stato un periodo in cui si è continuato a creare mentre il pubblico si affinava e riconsiderava la casa: oggi c’è un interesse maggiore sul tema rispetto a prima della pandemia, soprattutto in chiave sostenibile, funzionale, fluida. Le nostre aziende hanno tanto da dire e mostrare grazie al duro lavoro fatto in questi anni.

      Ha intuito un comune denominatore sullo stato d’animo degli imprenditori italiani e stranieri?

      Visione, tenacia, innovazione: ho notato sicuramente questi tre tratti in ogni imprenditore, italiano o estero, che ho incontrato. E tutti hanno espresso grande entusiasmo nel ritrovare clienti, colleghi, designer, giornalisti dopo tre anni e due mesi dalla chiusura dell’ultimo Salone del Mobile.Milano. Tantissima la voglia e la soddisfazione di essere di nuovo in presenza, ma anche di tornare a fare business in un contesto internazionale, in cui il pubblico qualificato è stato il vero protagonista. Tutti sono rimasti soddisfatti di una settimana al di sopra delle aspettative. Tanti gli ordini, apertura a nuovi mercati e consolidamento di quelli tradizionali: il Salone ha confermato di essere una formula vincente da cui non si può prescindere.

      Quali le iniziative del Salone per sostenere e sviluppare nuove opportunità di mercato e scambi internazionali?

      Il Salone ha lavorato e lavora ogni giorno per trovare nuovi mercati di sbocco: ci supporta l’Agenzia ICE con programmi di incoming che aiutano a portare a Milano il maggior numero di operatori esteri qualificati durante i giorni della Manifestazione e investiamo molto in comunicazione verso l’estero, quest’anno in particolare verso l’India, gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita che, oltre al grande afflusso di capitali, stanno sperimentando un nuovo e positivo approccio verso la cultura del design. Abbiamo verificato, durante la settimana del Salone, che nei padiglioni ci sono stati numerosi buyer da questi paesi, che rappresentano un’importante alternativa per le aziende, in particolar modo per quelle del settore luxury. America e Cina, nonostante i lockdown, stanno andando benissimo ma per reagire alla mancata presenza di molti buyer cinesi, abbiamo puntato sul digitale, che ci ha permesso di restare in contatto con loro grazie a un programma di eventi in cinese sulle piattaforme cinesi WeChat e Weibo.

      Non crede che alla luce di questi ultimi anni caratterizzati da pandemia e guerre, si debba guardare con occhi nuovi anche al mercato interno?

      Durante la pandemia, gli imprenditori hanno riscoperto il mercato interno grazie alla decisione delle famiglie italiane di investire di più sulla casa, grazie anche al bonus mobili che ha agevolato e orientato i consumi verso prodotti di qualità e Made in Italy. È importantissimo mantenere uno stretto legame con il mercato italiano, alimentando la cultura del bello e del ben fatto e del valore del design. Questa “educazione” deve essere portata avanti non solo dai player sul mercato e dai retailer, che ricoprono un ruolo importantissimo, ma anche dalla scuola. Insegnare e far percepire ai bambini e ai ragazzi il valore, la qualità e l’importanza del design, di progetti ben pensati e realizzati, destinati a durare nel tempo, è fondamentale: da questo punto di vista, dobbiamo ancora lavorare molto.

      Le nuove tecnologie, che si stanno facendo largo nello scenario futuro, suggeriscono al Salone del Mobile una nuova prossima veste multicanale (integrazione tra exhibition reale e virtuale)? E se sì, in che modo il Salone guarda alla nuova competitività di settore?

      Da circa un anno, il Salone del Mobile si è dotato di una piattaforma digitale che ha avuto un ruolo fondamentale anche durante la 60ª edizione della Manifestazione. Il suo obiettivo, oggi più che mai, è amplificare l’esperienza fisica dell’evento in fiera grazie a uno spazio digitale strutturato, pensato per le aziende espositrici ma dedicato anche a tutti coloro che nel Salone trovano un punto di riferimento e di incontro a livello internazionale. Aggiorniamo la piattaforma multicanale quotidianamente con contenuti editoriali originali, informazioni di servizio, notizie riguardanti il mondo del design e le novità delle aziende, che qui si raccontano e presentano i propri prodotti. Abbiamo raccontato cosa accade tra gli stand, mandato in diretta streaming i talk, raccontato live “Design with Nature”, il progetto curato dall’architetto Mario Cucinella. Con la piattaforma, vogliamo abitare lo spazio digitale e amplificare l’esperienza fisica, coinvolgere chi non può partecipare e continuare a sviluppare tutto l’anno quello che il Salone del Mobile rappresenta: un crocevia di esperienze, un punto di riferimento per le aziende del settore, l’avanguardia internazionale di chi si occupa di progetto.

      Se dovesse pensare già al prossimo Salone del Mobile 2023 o 2024 come lo immaginerebbe?

      Sempre più di valore e qualità, inclusivo, a impatto zero.

      Il tema della «sostenibilità» ha avuto il ruolo auspicato, oppure ci sono ancora difficoltà attuative che gli imprenditori devono superare? La domanda ne fa oggi un vero motivo di predilezione o non si dimostra ancora pronta a spostarsi su prodotti e offerte a salvaguardia ambientale, di economia circolare e in linea con i dettami del PNRR?

      In fatto di sostenibilità, attenzione all’ambiente e a come produciamo e consumiamo i prodotti, l’accelerazione degli ultimi cinque anni è stata impressionante. I consumatori in generale e le nuove generazioni in particolare sono sempre più attenti alla sostenibilità. Il settore è avanti ma in maniera un po’ disomogenea. Faccio un esempio, le aziende…

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