Il mercato immobiliare è stato travolto dal Covid-19, con un ridimensionamento delle transazioni e una riduzione degli investimenti. I prezzi sono diminuiti nelle varie regioni italiane, con le maggiori riduzioni nel Centro Italia (-2,2%). Le maggiori disponibilità di spesa sono nella fascia più bassa, fino a 119 mila euro. Nonostante la crisi, c’è una maggiore voglia di acquistare casa, grazie ai tassi di interesse convenienti e agli incentivi fiscali.
Secondo Nomisma, nel 2022 la crescita dovrebbe continuare ma non raggiungerà i livelli pre-Covid. Le previsioni dipendono anche dalle ripercussioni della guerra in Ucraina. L’aumento dell’inflazione e dei tassi sui mutui potrebbero rendere gli acquirenti più cauti, ma chi dispone di grandi somme potrebbe investire in immobili per sicurezza.
Gli investimenti immobiliari si concentreranno su residenziale e ricettivo, uffici, commercio e logistica. La logistica, in particolare, è cresciuta grazie all’aumento delle transazioni digitali. La guerra in Ucraina potrebbe avere ripercussioni negative, soprattutto nel settore del lusso, influenzando i mercati turistici e immobiliari di alta gamma.








